Flessibilità e codici di rete

VDE-AR-N 4110: le regole di connessione in media tensione

La VDE-AR-N 4110:2023-09 è la regola tedesca di connessione in media tensione: ambito, 4105 o 4110, certificati, potenza reattiva e messa in servizio.

La VDE-AR-N 4110 è la regola tecnica tedesca di connessione degli impianti di utente alla rete di media tensione, la TAR Mittelspannung. Stabilisce i requisiti di progettazione, realizzazione, esercizio e modifica di impianti di generazione, sistemi di accumulo, impianti di consumo e impianti misti connessi sopra 1 kV e sotto 60 kV, e recepisce in Germania i codici di rete europei per i generatori (NC RfG, tipi B e C) e per la connessione della domanda (NC DCC). L’edizione in vigore è la VDE-AR-N 4110:2023-09, applicata dal 1° settembre 2023.

VDE-AR-N 4110 in sintesi

TemaVDE-AR-N 4110:2023-09
Edizione in vigoreVDE-AR-N 4110:2023-09, pubblicata il 18 agosto 2023 e applicata dal 1° settembre 2023. Sostituisce la VDE-AR-N 4110:2018-11 e la Berichtigung 1:2020-10
Si applica aImpianti di utente di generazione, consumo, accumulo e misti connessi alla rete di media tensione, sopra 1 kV e sotto 60 kV, 50 Hz
Novità rispetto al 2018Una procedura di verifica individuale ridisegnata (certificato di impianto C) per impianti di generazione da 135 kW a 950 kW. I certificati di unità e di componente rilasciati secondo l’edizione 2018 restano validi
BozzaE VDE-AR-N 4110:2024-11, in consultazione dal 25 ottobre al 25 dicembre 2024
Certificato di impiantoObbligatorio per gli impianti di tipo B e C (da 135 kW in Germania), con esenzioni NELEV fino a 270 kW di immissione e 500 kW installati
Potenza reattivaIl gestore di rete sceglie metodo e caratteristica: Q(U), Q(P), cos φ(P), cos φ fisso o Q fissa
Potenza attivaLe richieste di riduzione del gestore di rete si applicano direttamente. La riduzione in sovrafrequenza inizia a una soglia che il RfG consente tra 50,2 Hz e 50,5 Hz; le TAB del gestore di rete fissano il valore
Condizioni del gestore di reteOgni gestore pubblica le proprie TAB Mittelspannung con integrazioni specifiche della sua rete

Fonti: pagina e FAQ di VDE FNN sulla TAR Mittelspannung, scheda prodotto di VDE Verlag ed elenco delle regole applicative di VDE FNN. Il testo completo è venduto da VDE Verlag.

Quale edizione della VDE-AR-N 4110 è in vigore?

VDE FNN indica come valida la VDE-AR-N 4110:2023-09. L’unica modifica tecnica rispetto all’edizione 2018-11 è la nuova procedura di verifica individuale per gli impianti da 135 kW a 950 kW. I requisiti per le unità di generazione e i componenti non sono cambiati, per questo i certificati di unità e di componente dell’edizione 2018 restano validi.

È in corso una revisione completa. VDE FNN ha pubblicato la bozza E VDE-AR-N 4110:2024-11 il 25 ottobre 2024 e ha raccolto osservazioni fino al 25 dicembre 2024. Le FAQ della VDE-AR-N 4105:2026-03 rimandano già ai numeri di allegato di una futura VDE-AR-N 4110:2026, perché la regola di media tensione viene pubblicata dopo quella di bassa tensione. Finché la nuova edizione non compare come valida nell’elenco di VDE FNN, progettare secondo l’edizione 2023-09, registrare l’edizione indicata nel preventivo di connessione e chiedere al gestore di rete come tratterà un progetto messo in servizio dopo la pubblicazione della nuova edizione.

VDE-AR-N 4105, 4110 o 4120: quale regola si applica?

Decide prima di tutto la tensione nel punto di connessione alla rete. Le regole tecniche di connessione tedesche sono suddivise per livello di tensione:

RegolaPunto di connessione alla reteNote
VDE-AR-N 4105Bassa tensione, fino a 1 kVGenerazione e accumulo. L’edizione 2026 aggiunge una procedura per alcuni impianti più piccoli in media tensione
VDE-AR-N 4110Media tensione, sopra 1 kV e sotto 60 kVTutti gli impianti di utente: generazione, consumo, accumulo e misti
VDE-AR-N 4120Alta tensione, 110 kVGli impianti sotto 950 kW in alta tensione seguono la regola semplificata 4120/A1; secondo VDE FNN in futuro saranno coperti dalla 4110
VDE-AR-N 4130Altissima tensioneConnessioni alla rete di trasmissione

Due disposizioni rendono meno netto il confine per i piccoli impianti in media tensione. Il documento di supporto applicativo di VDE FNN del 10 marzo 2023 consente a un progetto in media tensione di applicare la VDE-AR-N 4105, con una protezione di interfaccia generale, quando le sue unità connesse tramite convertitore (tipo 2) e l’accumulo restano ciascuno sotto 135 kW e il totale sotto 270 kW. Oltre questi valori si applica il percorso 4110, con certificati di unità e di impianto secondo la 4110. L’edizione 2026 della VDE-AR-N 4105 estende la propria procedura agli impianti in media tensione con una potenza totale degli inverter da 135 kW a 500 kW e una potenza di immissione concordata fino a 270 kW, impostati con un set di parametri di media tensione.

Conta anche la classe di potenza. Secondo le soglie tedesche approvate dalla Bundesnetzagentur il 24 aprile 2018, un impianto di generazione è di tipo B da 135 kW (circa 150 kVA), di tipo C da 36 MW e di tipo D da 45 MW o da 110 kV. La VDE-AR-N 4110 recepisce i requisiti dei tipi B e C.

Le unità esistenti contano. Il documento di supporto precisa che le unità di generazione esistenti nello stesso punto di connessione rientrano nella somma: aggiungere 100 kW di fotovoltaico a un sito che ha già 200 kW di cogenerazione dà, ai fini di questa decisione, un impianto da 300 kW.

Certificati di unità, di componente e di impianto

La prova delle caratteristiche elettriche ha tre livelli:

  1. Certificato di unità (Einheitenzertifikat): un inverter, un generatore o un’unità di accumulo con prova di tipo secondo FGW TR3 e valutato secondo FGW TR8.
  2. Certificato di componente (Komponentenzertifikat): un componente che influisce sul comportamento dell’impianto, come il regolatore d’impianto (EZA-Regler) o il dispositivo di protezione.
  3. Certificato di impianto (Anlagenzertifikat): l’intero impianto nel suo punto di connessione, rilasciato da un organismo di certificazione accreditato sulla base dei certificati di unità e di componente e delle prescrizioni del gestore di rete.

Il § 2 della NELEV (Elektrotechnische-Eigenschaften-Nachweis-Verordnung) richiede il certificato di impianto e una dichiarazione di conformità come prova per gli impianti di tipo B e C. Esenta due gruppi di impianti di tipo B:

  • un impianto con un’immissione massima di 270 kW nel punto di connessione e una potenza installata cumulata fino a 270 kW, quando ogni unità ha un certificato di unità valido e ogni componente un certificato di componente secondo la regola di bassa tensione; e
  • un impianto oltre 270 kW e fino a 500 kW installati, connesso in media tensione o superiore, purché l’immissione resti entro 270 kW, quando un verbale di prova dimostra che la protezione di interfaccia richiesta è installata e messa in servizio correttamente.

VDE FNN distingue tre certificati di impianto:

CertificatoQuando si usa
Tipo A, il certificato di impianto standardImpianti oltre 950 kW. Esempio di VDE FNN: un impianto ampliato a 960 kW senza limitazione permanente sulle unità richiede un certificato di tipo A
Tipo B, il certificato di impianto semplificatoImpianti di tipo B fino a 950 kW. Un certificato di tipo B con prescrizioni (unter Auflage), introdotto a luglio 2022 (legge del 19 luglio 2022, BGBl. I S. 1214, oggi § 2, comma 2b, della NELEV), poteva essere rilasciato fino al 31 dicembre 2025 per impianti fino a 950 kW
Tipo CLa procedura di verifica individuale, ridisegnata nell’edizione 2023-09 per impianti da 135 kW a 950 kW

Un certificato con prescrizioni consentiva la messa in servizio provvisoria, con le prove complete dovute entro 18 mesi dalla messa in servizio della prima unità. I progetti che ne hanno ancora uno devono tenere sotto controllo questa scadenza.

Esempio di calcolo: quattro impianti connessi in media tensione

Impianto nel punto di connessione in media tensionePotenza installataImmissione massimaPercorso di prova
Fotovoltaico sul tetto di un magazzino240 kW240 kWEsenzione NELEV: unità certificate secondo la regola di bassa tensione, nessun certificato di impianto
Fotovoltaico sul tetto con limitazione dell’immissione450 kW270 kWEsenzione NELEV da 270 kW a 500 kW in media tensione: unità certificate e verbale di prova della protezione
Fotovoltaico e batteria, senza limitazione dell’immissione600 kW600 kWCertificato di impianto di tipo B, fino a 950 kW
Fotovoltaico a terra e batteria1.800 kW1.800 kWCertificato di impianto di tipo A, oltre 950 kW

La limitazione dell’immissione del secondo impianto fa parte del progetto approvato. Deve essere certificata e protetta da modifiche, perché l’esenzione dipende da essa. Un limite che esiste solo come impostazione in un sistema di monitoraggio non conta.

Potenza reattiva e regolazione statica della tensione

Un impianto connesso in media tensione partecipa alla regolazione della tensione con potenza reattiva. Il gestore di rete sceglie il metodo nel suo questionario (modulo E.9, Netzbetreiber-Abfragebogen) e fissa i valori della connessione. I metodi sono:

  • una caratteristica potenza reattiva-tensione, Q(U);
  • la potenza reattiva in funzione della potenza attiva, Q(P), oppure una caratteristica del fattore di sfasamento, cos φ(P);
  • un fattore di sfasamento fisso, cos φ; oppure
  • una potenza reattiva fissa in kvar o Mvar.

Il riferimento di tensione è Uc, la tensione di alimentazione concordata. Le FAQ di VDE FNN precisano che Uc corrisponde di norma alla tensione nominale della rete ed è un valore fisso, non un intervallo. Nell’intervallo normale dal 90 % al 110 % di Uc, l’impianto non deve ridurre la potenza attiva in funzione della tensione.

La scelta dipende dalla rete. Le integrazioni 2024 di Stromnetz Berlin richiedono, ad esempio, che gli impianti in un anello a 10 kV esercito aperto seguano una caratteristica Q(P) e che quelli in un anello chiuso o su una linea radiale funzionino con cos φ fisso pari a 1. I valori applicabili sono nelle TAB Mittelspannung del singolo gestore.

Esempio di calcolo: potenza reattiva di un impianto fotovoltaico da 2 MW

Un impianto fotovoltaico ha una potenza attiva concordata di 2.000 kW. Il gestore di rete chiede che possa funzionare con un fattore di sfasamento di 0,95 alla piena potenza attiva. La potenza reattiva è P × tan(arccos 0,95):

Q = 2.000 kW × 0,3287 = 657 kvar

La potenza apparente nel punto di connessione è P ÷ cos φ:

S = 2.000 kW ÷ 0,95 = 2.105 kVA

Inverter e trasformatore devono sopportare 2.105 kVA, non 2.000 kVA, altrimenti l’impianto deve ridurre la potenza attiva per lasciare spazio alla reattiva. A 20 kV, 2.105 kVA corrispondono a circa 60,8 A per fase. Anche la magnetizzazione del trasformatore e la capacità dei cavi producono o assorbono potenza reattiva tra gli inverter e il punto di connessione, quindi il regolatore d’impianto misura e corregge nel punto di connessione, non agli inverter.

Potenza attiva: richieste del gestore di rete e risposta in frequenza

Riduzione da parte del gestore di rete. Secondo le FAQ di VDE FNN sulla sezione 10.2.4.1, un segnale di riduzione del gestore di rete va applicato direttamente, senza rampa ritardata. La sezione 8.1 stabilisce la priorità: una riduzione per la gestione della sicurezza della rete (Netzsicherheitsmanagement) viene prima del comportamento in funzione della frequenza, e un aumento di produzione in sottofrequenza viene prima del setpoint di un operatore di vendita diretta. Il § 9 dell’EEG richiede inoltre che, per gli impianti rinnovabili e di cogenerazione da 100 kW in su, il gestore di rete possa leggere in qualsiasi momento l’immissione effettiva e ridurla a distanza, finché i sistemi di misura intelligenti non assumono questo ruolo.

Sovrafrequenza. La riduzione della potenza attiva in funzione della frequenza inizia sopra una frequenza di soglia. Il RfG consente una soglia da 50,2 a 50,5 Hz; le TAB del gestore di rete fissano il valore. La pendenza della riduzione è fissata dalla regola e dalla prescrizione del gestore di rete.

Siti misti. Per un sito con generazione, consumo e accumulo, VDE FNN precisa che la sola lettura del contatore di produzione non basta a dimostrare che una riduzione per la sicurezza della rete è stata rispettata. La prova deve venire dal punto di connessione.

Protezioni e insensibilità ai buchi di tensione

La protezione di una connessione in media tensione ha più livelli, ciascuno con un responsabile diverso:

  • la protezione del gestore di rete e la protezione dai cortocircuiti dell’utente nella cabina di consegna;
  • la protezione di interfaccia generale (übergeordneter Entkupplungsschutz) nel punto di connessione, che separa l’impianto dalla rete in base alla tensione e, se il gestore di rete lo richiede, alla frequenza; e
  • la protezione di interfaccia di ciascuna unità di generazione.

Le FAQ di VDE FNN aggiungono alcuni punti pratici. La perdita dell’alimentazione in media tensione si rileva da un contatto ausiliario dell’interruttore di media tensione, non dalla soglia di minima tensione. La protezione di frequenza nel punto di connessione è facoltativa e si applica solo se il gestore di rete la richiede. I valori di taratura provengono dalla regola e dal questionario del gestore di rete, e il dispositivo di protezione ha un proprio certificato.

Gli impianti devono anche superare i guasti di rete e sostenere la tensione durante il guasto. La VDE-AR-N 4110 distingue le unità di tipo 1, generatori sincroni accoppiati direttamente alla rete, dalle unità di tipo 2, che comprendono i sistemi fotovoltaici, eolici e a batteria connessi tramite convertitore. Le unità di tipo 2 immettono corrente reattiva aggiuntiva durante un guasto. L’insensibilità ai buchi di tensione si dimostra con il certificato di unità e il certificato di impianto, non con misure in sito.

Parchi di ricarica e altri impianti di consumo

La VDE-AR-N 4110 non è solo una regola per la generazione. Un parco di ricarica, un magazzino frigorifero o uno stabilimento connessi in media tensione sono impianti di utente soggetti alla stessa regola. Le FAQ di VDE FNN sulla sezione 8.11 indicano che le apparecchiature di ricarica devono essere controllabili in potenza attiva secondo le prescrizioni del gestore di rete e che, se il gestore non fissa un altro metodo, si applica un cos φ costante pari a 1 nel punto di connessione.

I carichi controllabili connessi alla rete di bassa tensione, come le pompe di calore e i punti di ricarica non accessibili al pubblico, rientrano invece nel § 14a EnWG, che consente al gestore della rete di distribuzione di limitarne il prelievo in cambio di tariffe di rete ridotte. Verificare il livello di tensione della connessione prima di scegliere la regola.

Messa in servizio: dichiarazioni e moduli

L’allegato E della VDE-AR-N 4110 contiene i moduli, che VDE FNN pubblica come file compilabili e i gestori di rete sui propri siti. Tra questi ci sono E.9 (il questionario del gestore di rete), E.11 (la dichiarazione di messa in servizio di impianti di generazione e accumulo) ed E.12 (la dichiarazione di conformità di impianti di generazione e accumulo).

Le FAQ di VDE FNN indicano le tempistiche:

Taglia dell’impiantoDocumentazione di messa in servizio
P_Amax fino a 950 kWPresentare la dichiarazione di messa in servizio insieme alla dichiarazione di conformità, entro due settimane dalla messa in servizio dell’ultima unità di generazione
P_Amax oltre 950 kWPrima documentazione circa cinque-sei settimane dopo la messa in servizio dell’ultima unità

Conservare insieme lo schema unifilare approvato, i numeri dei certificati, le tarature e i verbali di prova delle protezioni, il set di parametri del regolatore d’impianto e l’accettazione del gestore di rete. Una modifica successiva, come l’aggiunta di una batteria o la sostituzione degli inverter, può essere una modifica sostanziale che richiede nuove prove. Le FAQ di VDE FNN precisano, ad esempio, che un ammodernamento per fasi che supera il 50 % di P_AV,E rende le fasi successive una modifica sostanziale.

Cosa misurare in una connessione in media tensione

Il monitoraggio lato titolare risponde a domande di esercizio che i livelli certificati non riportano al titolare:

ConfineDomanda del titolareLimite della prova
Punto di connessione alla reteIl sito rispetta l’immissione e la potenza reattiva concordate? Un segnale di riduzione ha avuto effetto?Non sostituisce il contatore di fatturazione né il telecontrollo del gestore di rete
Partenza di generazioneQuale potenza attiva e reattiva produce l’impianto, e con quale cos φ?Non dimostra il comportamento certificato né l’insensibilità ai buchi di tensione
Partenza di accumuloLa batteria si carica o si scarica secondo il piano di esercizio?Non sostituisce il sistema di gestione della batteria né il regolatore d’impianto
Grandi carichiIl consumo locale causa un errore apparente di immissione o di potenza reattiva?Non modifica lo schema di connessione approvato

Registrare potenza attiva e reattiva per fase, tensione, frequenza, convenzione dei segni e un indicatore di qualità del dato, con timestamp da un unico orologio. Registrare ogni segnale di riduzione e ogni setpoint ricevuto dal regolatore d’impianto accanto alla risposta misurata, per poter ricostruire un evento contestato. Usare i calcolatori di potenza trifase e di corrente del trasformatore per verificare le correnti attese prima di scegliere i trasformatori di corrente.

Lo stesso schema vale in altri paesi con regole diverse: G99 in Gran Bretagna e CEI 0-16 in Italia. La guida all’integrazione delle rinnovabili e alla stabilità della rete spiega perché la rete chiede supporto di tensione e frequenza.

Il ruolo di EpiSensor

EpiSensor può fornire misura lato titolare attorno a un impianto in media tensione: monitor elettrici sul lato di bassa tensione dei trasformatori e sulle partenze di generazione, accumulo e carico, e un Gateway con Edge che conserva in sito un registro con timestamp e inoltra i dati approvati alla piattaforma del titolare. Edge può leggere via Modbus il regolatore d’impianto e gli inverter per confrontare i valori che dichiarano con misure indipendenti.

Questo livello non certifica un’unità né un impianto, non funge da protezione di interfaccia, non sostituisce il regolatore d’impianto, non fornisce il collegamento di telecontrollo del gestore di rete e non sostituisce il contatore di fatturazione. Fissare prima la regola di connessione, i certificati e le prescrizioni del gestore di rete, poi usare System Builder per pianificare la misura operativa attorno a essi.

Domande frequenti

Quale versione della VDE-AR-N 4110 è in vigore?

La VDE-AR-N 4110:2023-09, applicata dal 1° settembre 2023. Ha sostituito l’edizione 2018-11 e la relativa Berichtigung del 2020. Una bozza, E VDE-AR-N 4110:2024-11, è stata in consultazione fino al 25 dicembre 2024, e le FAQ di VDE FNN sulla 4105 rimandano già a una futura 4110:2026. Finché non esce una nuova edizione, VDE FNN indica come valida l’edizione 2023-09. Farsi confermare per iscritto dal gestore di rete l’edizione applicabile al progetto.

Quando serve un certificato di impianto (Anlagenzertifikat) secondo la VDE-AR-N 4110?

Il § 2 della NELEV richiede un certificato per gli impianti di tipo B e C, che in Germania partono da 135 kW. Esenta un impianto di tipo B con non più di 270 kW di immissione nel punto di connessione e non più di 270 kW installati, quando ogni unità ha un certificato valido. Un impianto oltre 270 kW e fino a 500 kW installati in media tensione è esentato anch’esso, purché l’immissione resti entro 270 kW e un verbale di prova dimostri che la protezione di interfaccia è installata e messa in servizio correttamente.

VDE-AR-N 4105 o 4110: quale si applica?

Decide prima di tutto la tensione nel punto di connessione alla rete. La 4105 copre la rete di bassa tensione e la 4110 la rete di media tensione, sopra 1 kV e sotto 60 kV. Alcuni impianti più piccoli in media tensione possono seguire una procedura 4105 con un set di parametri di media tensione: l’edizione 2026 della 4105 copre impianti con una potenza totale degli inverter da 135 kW a 500 kW e un’immissione concordata fino a 270 kW. La classificazione la conferma il gestore di rete.

Che differenza c’è tra i certificati di impianto A, B e C?

Il tipo A è il certificato di impianto standard, usato oltre 950 kW. Il tipo B è il certificato semplificato per impianti di tipo B fino a 950 kW. Il tipo C è rilasciato con la procedura di verifica individuale, ridisegnata dall’edizione 2023-09 per impianti da 135 kW a 950 kW. Un certificato di tipo B con prescrizioni (unter Auflage) era possibile per impianti fino a 950 kW fino al 31 dicembre 2025.

La VDE-AR-N 4110 si applica ai parchi di ricarica e agli altri impianti di consumo?

Sì. La regola copre ogni impianto di utente connesso in media tensione, compresi impianti di consumo, di accumulo e misti. Secondo le FAQ di VDE FNN sulla sezione 8.11, le apparecchiature di ricarica devono essere controllabili in potenza attiva secondo le prescrizioni del gestore di rete e, in assenza di altre prescrizioni, funzionare con cos φ costante pari a 1 nel punto di connessione.

Un sistema di monitoraggio energetico può fornire il telecontrollo o la protezione richiesti dalla VDE-AR-N 4110?

No. La protezione di interfaccia, il regolatore d’impianto, il telecontrollo del gestore di rete e il contatore di fatturazione sono parti certificate o approvate della connessione. Un contatore del titolare può registrare e confrontare le stesse grandezze, ma non può assumere nessuno di questi ruoli.